Scarperia ed il Rinascimento - Giornate Rinascimentali a Scarperia

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Scarperia ed il Rinascimento


carperia, abitare dentro le mura tra Quattrocento e Cinquecento.

 
 Il carattere insediativo della “terra murata” organizzato dalla griglia regolare di strade, dalla piazza principale e delimitata dalla cortina muraria e' stato oggetto di vari episodi di qualificazione che hanno confermato il ruolo di sede vicariale di Scarperia.
 La presenza di Vicario appartenenti a grandi casate fiorentine come i Peruzzi, gli Altoviti, i Medici, ha certamente favorito la diffusione di modelli ed esperienze artistiche proprie del rinascimento fiorentino.
 Proprio in prossimita' del Palazzo vicariale e sulla piazza principale del centro si procedeva a una significativa riedizione dell’Oratorio della Madonna di Piazza, luogo emblematico legato al cerimoniale dell’investitura vicariale e sede di una venerata e preziosa immagine della Madonna col Bambino opera di Jacopo del Casentino. La piccola loggia aperta che ospitava l’immagine sacra venne chiusa mentre si edificava il piano superiore (1484) destinato alla abitazione del casiere dell’Oratorio. Il prospetto dell’Oratorio veniva definito, al piano terreno, dai portali scorniciati in pietra serena e dalla grande finestra, mentre al piano superiore si aprivano le finestre bifore inquadrate da arcate a pieno centro. Contemporaneamente si procedeva ad un abbellimento dell’immagine sacra secondo un aggiornato gusto rinascimentale , inserendo il dipinto entro una raffinata cornice marmorea modellata da delicate testine di cherubini a bassorilievo che rivelano la conoscenza dell’opera scultorea di Domenico Rosselli e della sua bottega.
 
Anche nella chiesa di S. Jacopo e Filippo si registra la presenza di opere scultoree che testimoniano della significativa diffusione del linguaggio artistico di importanti scultori del rinascimento fiorentino.
 Si deve infatti a Benedetto da Maiano il sontuoso tondo marmoreo con la Vergine e il Bambino con ghirlanda di Serafini entro una cornice di stucchi dorati che arricchisce lo spazio sacro.
 Sulla piazza prospetta, fronteggiando la chiesa, il grande Palazzo residenza dei Vicari rappresentanti del governo fiorentino; gli appartamenti vicariali recano significative testimonianze della diffusione della cultura artistica del rinascimento fiorentino, evidente nell’affresco della Madonna in Maesta' con i santi Giovanni, Francesco, Marco Evangelista e Domenico, che occupa una parete del primo ambiente del piano nobile, probabilmente adibito a Cappella, e realizzato (1554) da Ridolfo del Ghirlandaio su committenza del Vicario Giovanni di Guglielmo Altoviti.
 
Ma al di la' delle presenze artistiche di qualita', tutto l’abitato conserva testimonianze di una stagione che ha visto Scarperia al centro degli interessi della famiglia Medici che vi possedeva alberghi e botteghe.


osì affacciava sulla piazza (a fianco della chiesa di S. Jacopo e Filippo) l’albergo dei Medici, contrassegnato dallo stemma di famiglia, come altri immobili distribuiti lungo l’asse viario principale del paese, lungo il quale si accentravano le attivita' commerciali e produttive di qualita' come quella della fabbricazione di coltelli che faceva di Scarperia un centro in diretta competizione con i maggiori produttori dell’area europea.
 
Il Cinquecento rappresenta una stagione di particolare interesse per l’abitato di Scarperia inteso come significativo presidio della viabilita' di accesso da nord alla citta' di Firenze. Nel quadro di riorganizzazione del sistema di fortificazioni del territorio toscano promosso dal duca Cosimo I dei Medici, il centro venne interessato da un imponente intervento di aggiornamento delle difese: le mura vennero dotate di terrapieni e baluardi angolari pentagonali adatti a rispondere alle esigenze della difesa dalle armi da fuoco.
 
Restano tracce evidenti delle nuove fortificazioni nelle cortine che fiancheggiano l’accesso al paese dalla ex Porta Fiorentina e terminano con i baluardi angolari che incorporano le strutture difensive di impianto medievale come il Torrino di ponente, ancora visibile dall’area dei giardini, gia' fossato delle nuove fortificazioni.
 
 
(testo di Giuseppina Carla Romby)
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